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Le sculture nel parco di Schönbrunn


Statuen

Le sculture nel parco di Schönbrunn

Contemporaneamente alla costruzione degli elementi architettonici sull'altura di Schönbrunn, si ebbe anche il nuovo assetto del Grande Parterre, comprendente la collocazione di statue di personaggi mitologici lungo la siepe che fiancheggia il Grande Parterre, eseguite da Johann Christian Wilhelm Beyer con il suo atelier. Il progetto nacque dalla fruttuosa collaborazione fra lo scultore Beyer e l'architetto di corte Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg

Beyer e i suoi assistenti realizzarono per il Grande Parterre 32 statue della stessa altezza posate su piedistalli, raffiguranti personaggi storici o figure mitologiche, quasi tutte ispirate sia nel progetto che nell'esecuzione a statue d'epoca classica.

La collocazione definitiva delle sculture non fu decisa tuttavia da Beyer ma dall'architetto Hohenberg che guidava i lavori, responsabile dell'assetto totale del giardino. Dopo il 1945, quando il capitanato del castello era affidato a Josef Glaser, fu apposta lateralmente, sugli alti basamenti in pietra, la numerazione crescente delle statue da 1 a 32 per poterne meglio identificare il soggetto iconografico. Il ciclo ha inizio presso la siepe ad est, dinanzi alla facciata del palazzo che guarda sul parco, e termina sul lato di Hietzing.

Più interessanti statue

La Statue nei boschetti

Non solo il Grande Parterre davanti alla facciata sud del castello ma anche alcuni boschetti dovevano essere adornati con statue, la realizzazione delle quali fu commissionata a Beyer ad Hagenauer.

La Statue nei boschetti

Allesandro e Olimpia 

Al centro del boschetto Bei der Kaiserfigur c’é il gruppo Alessandro e Olimpia, opera di Beyer: prima della spedizione contro i Persiani Alessandro, considerato nel XVIII secolo grande trionfatore e fondatore dello stato multietnico, apprende della madre Olimpia che Giove é suo padre.

Rea Cibele

Di fronte alla sorgente si trova Rea Cibele, anch’essa opera di Beyer. Era considerata signora della natura incontaminata e degli animali selvatici che ci vivono, ma anche fondatrice di città fortificate, per cui porta sul capo una corona a forma di cintan muraria. Il gazebo di siepi che circonda la Fontana degli angeli è adornato sui lati brevi dalle statue die Euridice e Cincinnato, entrambe die Beyer.

Euridice

Euridice era la promessa sposa di Orfeo, il cantore più celebre della Grecia, che era ritenuto figlio di Apollo e della musa Calliope. Nel giorno delle nozze fu inseguita da Aristeo, che si era invaghito di lei, e mentre tentava di sfuggirgli calpestò un serpente velenoso e morì. Euridice è colta qui nell'attimo in cui cerca di sbarazzarsi del serpente che le attanaglia la gamba, mentre cerca terrorizzata di individuare il suo inseguitore. In seguito Orfeo non sarebbe riuscito a liberarla dagli Inferi.

Cincinnato

Lucio Quinzio Cincinnato era ritenuto il modello per antonomasia del nobiluomo che conduceva una vita semplice ed era interamente dedito allo stato. Caduto in miseria per aver pagato una cauzione per il figlio, si era ritirato a vivere nel suo podere. Quando lo stato romano si trovò in gravi ambasce a causa delle guerre e delle catastrofi naturali, il senato dovette eleggere un dittatore e la scelta cadde su Cincinnato. Quando i legati del Senato giunsero da lui, egli se ne stava ad arare i campi. Cincinnato è ritratto qui nell'attimo in cui, appoggiandosi sull'aratro, si allaccia i sandali accogliendo la nomina a dittatore di Roma.

Nel viale orientale sono collocate le sculture eseguite da Hagenauer: accanto al tondo dell'obelisco una Matrona romana non meglio identificata, e il gruppo scultoreo delle sorelle Esperidi, Esperia e Aretusa.


Matrona Romana

Il personaggio femminile, che indossa una veste lunga classica, non presenta attributi caratteristici. Come le ninfe e le sacerdotesse, era probabilmente una partecipante ad un culto di divinità come Cibele o Cerere.

Esperia e Aretusa

Le due sorelle, dette anche Esperidi, erano figlie della dea dell'occidente Esperide e del gigante Atlante, che reggeva sulle spalle la volta celeste. Secondo la leggenda vivevano ai confini occidentali del mondo, e la dea Giunone aveva affidato loro un albero di mele d'oro del quale però potevano cibarsi soltanto gli dei. Giunone aveva ordinato al drago Ladone di presiedere alla guardia dell'albero, ma l'eroe Eracle ebbe la meglio su Ladone e riuscì a portare sulla terra tre pomi aurei. Fra il Cinquecento e il Settecento le arance erano ritenute le mele delle Esperidi. La presenza delle Esperidi nel parco di Schönbrunn lo rende per così dire un giardino degli dei.

Nei boschetti occidentali, una statua della dea della caccia Diana decora l'ingresso del “ventaglio”, e fa da pendant alla statua del dio del Sole Apollo, collocato nel boschetto di fronte  detto “Beim Schützen“, al centro del corridoio di siepi ad arco. I gemelli Apollo e Giunone rappresentano i fenomeni naturali elementari il sole e la luna, il giorno e la notte. Le due statue furono eseguite da Hagenauer che si ispirò ai modelli delle sculture classiche di Apollo, nei Musei Vaticani di Roma, e di Diana a Versailles, oggi al Louvre.

Diana (di J. B. Hagenauer)

La dea della luna Diana era venerata soprattutto come patrona della caccia, e pertanto  veniva quasi sempre raffigurata vestita da cacciatrice e in compagnia dei cani da caccia. Qui regge in mano soltanto un frammento del suo arco, analogamente alla statua di Apollo suo pendant, alludendo così alle sculture d'epoca classica cui queste statue s'ispiravano, che nel corso dei secoli avevano spesso dovuto subire amputazioni.

Apollo (di J. B. Hagenauer)

Apollo è presentato qui come dio bellicoso, che ripone le frecce con cui ha ucciso anche il serpente pitone, che si attorciglia attorno al tronco dell'albero. Folle di gelosia, Giunone aveva ordinato al serpente di perseguitare la Titana Latona, amante di Giove e madre di Apollo e Diana. Al di sopra della fenditura da cui era fuoriuscito il serpente, Apollo edificò poi l'oracolo di Delfi, di cui la Pizia fu nominata profetessa.

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