Loading...


skipnavigation


teaser

  • Slideshow immagine
  • Slideshow immagine
  • Slideshow immagine
  • Slideshow immagine
  • Millionenzimmer
  • Stanze di Bergl
  • Gloriette Plattform
  • La Stanza Vieux-Laque

teaser menu


menu principale


menu breadcrumb


contenuto della pagina

contenuto principale

Le stelle di diamanti dell’imperatrice Elisabetta

Il celebre dipinto di Franz Xaver Winterhalter che ritrae l’imperatrice Elisabetta in abito da gran cerimonia di corte contribuì anche alla fama delle sue stelle di diamanti. Le magnifiche stelle esistevano in diverse forme: a otto e a dieci punte, con e senza perle.

Stella di diamanti con perle (Köchert) e senza perle (Fischmeister) © SKB

Dipinto di Franz Xaver Winterhalter © SKB

Wiener Diarium: corredo della sposa del’arciduchessa Elisabetta © ÖNB

Il ritratto più celebre dell’imperatrice Elisabetta fu eseguito nel 1865 da Franz Xaver Winterhalter e commissionato da Francesco Giuseppe. Elisabetta è abbigliata da gran cerimonia di corte, con un abito disegnato da Worth e le stelle di diamanti appuntate fra i capelli. Il dipinto rese celebri anche le stelle di diamanti dell'imperatrice. A differenza da quanto ritenuto sinora, di quei gioielli esistevano diverse varianti, ossia a otto e a dieci punte, con e senza perle, realizzate da svariati laboratori di gioiellieria. 

Fra i gioiellieri che producevano le stelle a dieci punte senza perle vi era anche Rozet & Fischmeister, ex fornitore della corte imperial-regia. Da quel laboratorio di oreficeria proveniva anche un’altra parure, formata da una stella grande e due piccole senza le perle, di comprovata proprietà dell’imperatrice, che è stata esposta per vari anni al Museo di Sisi come prestito. 

Il gioelliere Köchert, anch’egli ex fornitore della corte imperial-regia, eseguì svariate stelle di diamanti, fra l’altro anche le stelle a dieci punte con una perla al centro. Una di quelle stelle fu messa a disposizione come prestito privato in occasione della grande mostra temporanea al castello di Schönbrunn per il centenario della morte dell’imperatrice Elisabetta, nel 1998. Il gioiello fu in seguito trafugato e dieci anni dopo fu ritrovato su un altro continente. Quella stella fu acquistata nel 2010 da Schloss Schönbrunn Kultur- und Betriebsges.m.b.H.: il gioiello originale viene oggi presentato al pubblico nel Museo di Sisi in esposizione permanente. 
La parure di stelle del ritratto di Winterhalter è formata da 27 stelle di diamanti che potevano essere portate o singolarmente, come sul quadro, oppure unite a formare un diadema. 

In occasione delle nozze fra l’arciduchessa Elisabetta, figlia del principe ereditario  Rodolfo e quindi nipote dell’imperatrice Elisabetta, ed Otto Windischgrätz nel 1902, la parure di stelle era appuntata sul corredo della sposa, offerta come dote imperiale.
Del corredo facevano parte svariati gioielli, fra l’altro anche la parure del ritratto di Winterhalter  formata da 27 stelle a dieci punte e senza perle, conservata in una cassetta di velluto, così come si vede su una foto pubblicata sul giornale “Wiener Diarium“. Diversamente da quanto finora indicato dalla bibliografia, l’imperatrice Elisabetta non offrì in dono quelle celebri stelle di diamanti alle dame di corte o al personale, bensì le lasciò in eredità alla nipote. 

Davanti alla parure di stelle di diamanti sono esposti due piccoli scrigni contenenti le perle dell’imperatrice Elisabetta, provenienti dal cosiddetto lascito Petznek (dalle seconde nozze della figlia del principe ereditario con l’uomo politico socialdemocratico Leopold Petznek), oggi esposte nelle collezioni del Tesoro del Kunsthistorisches Museum. L’attribuzione all’Atelier Köchert, indicata dalla didascalia, si riferisce esclusivamente ai gioielli della sposa, non quindi a tutti monili appartenenti al corredo. 

Prima delle nozze il corredo della sposa  fu esposto il 19 e 20 gennaio del 1902 nel palazzo imperiale Hofburg di Vienna, e la notizia fu annunciata fra l’altro dal  “Wiener Diarium”. La corte prevedeva che il corredo della principessa avrebbe destato grande interesse presso i viennesi e la direzione del palazzo imperiale stampò 4.000 biglietti d’ingresso. L’affluenza di pubblico fu di gran lunga superiore alle aspettative, al punto che una vera e propria ressa si accalcò all’ingresso. 

aggiungi preferito e condividi


pie' di pagina

KalenderFacebookTwitterPinItGoogle Cultural Institute