Quando l’imperatore Francesco Giuseppe I commissionò la costruzione di una serra secondo i progetti dell’architetto Alfons Custodis, pensava esclusivamente ad un posto per conservare la sua immensa “Nuova collezione olandese”, di estremo valore dal punto di vista botanico, formata soprattutto da piante provenienti da Australia e Sudafrica.
La serra ultimata nel 1904 nello stile della fin de siècle, con una struttura in ferro che già anticipa a livello formale lo Jugendstil, era pertanto concepita per ospitare quelle piante difficili da coltivare e non adatte a svernare nell’Europa centrale, grazie alla sua parete posteriore murata a nord, alla parete vetrata che dava verso sud ed alla semplice vetratura.
Poco meno di cent’anni dopo, in occasione del restauro e consolidamento della struttura, resosi necessario, l’Ente dei giardini ha deciso di presentare in questa serra al pubblico interessato gli esemplari più belli e di maggior pregio della collezione di piante succulente (cactus ed altre piante dai tessuti acquiferi, resistenti ai climi aridi), fino a questo momento non aperta al pubblico. Per rendere l’esposizione il più interessante e varia possibile, in collaborazione con il Giardino zoologico verranno presentati tre diversi habitat aridi (Madagascar, deserti del mondo antico e del mondo nuovo), con una selezione della fauna e della flora autoctona di quelle regioni. A prescindere dall’esperienza avvincente che offre, l’esposizione si propone di mostrare le interessantissime e svariate strategie di sopravvivenza degli abitanti, terrestri e sotterranei, di questi habitat così inclementi.
Per ulteriori informazioni sulla Casa del deserto (orari di apertura, prezzi) visitare il sito del giardino zoologico di Vienna.