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Storia

La nascita del parco del castello di Schönbrunn

La residenza estiva e il giardino zoologico di Schönbrunn, incisione su rame di G.M.Vischer 1672
La residenza estiva
L'imperatore Mattia con la sua brigata di caccia, xilografia XIX sec.
L'imperatore Mattia con la sua brigata
La bella fonte
La bella fonte
Il Grande Parterre, dipinto ad olio del Canaletto 1760
Il Grande Parterre

La storia di Schönbrunn e delle fabbriche precedenti risale al Medioevo. L’intera tenuta veniva definita “Katterburg“ sin dagli inizi del Trecento, ed apparteneva ai domini feudali del convento di Klosterneuburg. Oltre ad un mulino, ospitava anche una fattoria con produzione vinicola. Nei secoli seguenti la prospera tenuta fu affidata a vari affittuari, finché nel 1569 la tenuta e la residenza divennero di proprietà dell’erario di corte con Massimiliano II. L’interesse dell’imperatore del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica era rivolto preminentemente all’ampliamento del parco e del serraglio, per poter soddisfare, oltre al proprio collezionismo, anche la passione della caccia condivisa da tutto il casato asburgico. Il nuovo parco voluto da Massimiliano era quindi destinato non solo all’allevamento della selvaggina autoctona e del patrimonio avicolo locale, ma offriva anche spazio ai gallinacei esotici, come tacchini e pavoni, che non potevano mancare nel parco di un sovrano.

Il parco recintato della Katterburg fu distrutto nel 1605 dalle truppe ungheresi. Riparati alla meglio i danni più gravi, la tenuta fu sfruttata in seguito dall’imperatore Mattia soltanto come riserva di caccia. La leggenda vuole che durante una battuta di caccia nel 1612 egli scoprisse la “bella fonte” (“schöner Brunnen”), che diede poi il nome all’intera tenuta. Anche il suo successore Ferdinando II e sua moglie Eleonora di Gonzaga, entrambi appassionati cacciatori, scelsero Schönbrunn come luogo di soggiorno durante le battute di caccia. Dopo la morte di Ferdinando nel 1637 la tenuta divenne residenza vedovile, e cinque anni dopo vi fu fatto costruire un castelletto di rappresentanza, che fu chiamato Schönbrunn, menzionato per la prima volta in documenti ufficiali nel 1642.

Oltre al castello, Eleonora di Gonzaga, appassionata d’arte come l’omonima nipote e consorte dell’imperatore Ferdinando III, che risedette anch’ella a Schönbrun da vedova, commissionò grandi lavori di ampliamento in giardino, per poterlo sfruttare per la sua animata vita di società. Nella seconda metà del Seicento nel “famose parco di Scheenbrunn“ si tennero fra l’altro vari spettacoli teatrali, cui partecipò come compositore ed attore anche l’imperatore Leopoldo I.
L’assedio di Vienna da parte dei Turchi, nel 1683, mise amaramente fine alla vita culturale. Anche il castello e il parco di Schönbrunn furono preda delle devastazioni degli ottomani.

L’imperatore Leopoldo I, che ne entrò in possesso nel 1686, prese la decisione di affidare Schönbrunn all’erede al trono Giuseppe, e di costruire per il futuro imperatore un edificio di rappresentanza. Ben presto, grazie alla mediazione degli ambienti aristocratici, giunse alla corte imperiale l’architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach, che si era formato a Roma. Dopo aver eseguito un primo progetto utopico, egli ideò una variante più realistica di castello di caccia, la cui costruzione ebbe inizio nel 1696 e che quattro anni dopo era già abitabile. Non fu però possibile ultimarne la costruzione a causa dei disagi finanziari sotto il regno di Giuseppe, dovuti alla guerra di successione spagnola.

Già nel 1695 Jean Trehet, allievo del grande maestro francese dell’arte dei giardini André Le Notre, iniziò a disegnare il parco. Lungo l’asse centrale del parco del castello, Trehet tracciò il parterre centrale, accentuato da una vasca a stella e fiancheggiato da boschetti laterali. Il parco barocco, che già all’epoca probabilmente conteneva l’immancabile labirinto ed un aranceto a struttura circolare, era scandito da ampi viali.  

Alla morte di Giuseppe I nel 1771, il castello incompiuto di caccia di Schönbrun divenne la residenza vedovile dell’imperatrice Guglielmina Amalia. Nel 1728 l’imperatore Carlo VI entrò in possesso di Schönbrunn, dov’egli tuttavia si recava soltanto di rado per la caccia ai fagiani. Infine egli donò il complesso alla figlia Maria Teresa, che nutriva già da sempre una predilezione per il castello e i giardini circostanti. Il regno di Maria Teresa, iniziato nel 1740 alla morte improvvisa di Carlo VI, fu per Schönbrunn un‘epoca di grande splendore, e il castello divenne il centro della vita politica e di corte. Sotto la direzione dell’architetto Nikolaus Pacassi, fra il 1743 ed il 1763 l’ex castello di caccia fu trasformato, ampliato e dotato di arredi di estremo pregio sino a divenire una sontuosa residenza di stile rococò.

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